Quando credi di aver capito molte cose della mentalità maschile, capita di essere ulteriormente spiazzate.
Un saggio sconosciuto ha asserito davanti agli occhi di Fiona e alla portata delle sue orecchie - cito testualmente-:
"Quando una donna viene lasciata, tu uomo, non ti ci devi avvicinare proprio! Nel senso che se un altro la ha lasciata un motivo ci sarà. Bisogna fidarsi degli altri uomini."
Fiona riflette e si rende conto che gran parte delle donne sarebbero spacciate e destinate a diventare delle gattare, se tutti la pensassero come lui.
Perchè Capitano tutte a me!? Si chiese Fiona... perchè sei bionda fuori e anche un po' dentro, si rispose.
domenica 29 aprile 2012
sabato 28 aprile 2012
Quando ero piccola
Quando ero piccola non ero una spilungona. Non che oggi sia diventata la sosia della Herzigova, ma almeno quando siedo in metropolitana non mi penzolano i piedi.
Fino al primo superiore invece avevo lunghissimi capelli e cortissime gambe che abbinate a una faccia tonda, occhi tondi e naso tondo mi facevano assomigliare a tondo rotondo con il morbillo tondo, versione capellona.
Assomigliavo molto più a una bambolina (paffuta) che ad una ragazza acerba con quella bellezza tipica delle donnine appena formate.
In quegli anni d'estate andavamo tutti ad una casa al mare ed io giocavo sempre con una bimba F. , che aveva capelli ribelli e un fisico esile da fuscello.
L'estate tra seconda e terza media ho avuto il primo trauma della mia vita scoprendo che la bimba F. aveva preso almeno 10cm in altezza, le erano venute fuori le tette e aveva un fisico paura, mentre io ero ancora "tondo rotondo con il morbillo tondo capellone".
Quando finalmente la natura mi ha dotato di quei 10cm necessari a passare da "guida senza cinture" a "guida con le cinture", ho scelto di approdare a Milano e la fortuna ha voluto che non capitassi in un periodo qualsiasi, ma proprio nei giorni della settimana della moda.
In quei giorni lì ho avuto il secondo trauma della mia esistenza, scoprendo che ragazzine di 14/15 anni (cioè la stessa età alla quale io ero pienamente tondo rotondo) possono svettare ad altezze miraboliche, avere visi da bambole di porcellana e girare sbracalone e senza trucco, pur sembrando bellissime.
Ho scoperto inoltre che mentre io -povera lillipuziana- per tenermi alle maniglie del tram (quelle sospese che penzolano dall'inarrivabile tubo di metallo) devo agganciarmi e dondolare ad ogni sussulto del mezzo, tipo insaccato alla seccatura, loro- le modelle- stanno lì, placide con anche il gomito un po' piegato e sembrano dire:
"guarda che tanto, anche se hai tagliato i capelli, hai buttato giù qualche chilo e aggiunto 10 miserabili cm alla tua altezza, resti sembre tondo rotondo tenero e giocondo".
Fino al primo superiore invece avevo lunghissimi capelli e cortissime gambe che abbinate a una faccia tonda, occhi tondi e naso tondo mi facevano assomigliare a tondo rotondo con il morbillo tondo, versione capellona.
Assomigliavo molto più a una bambolina (paffuta) che ad una ragazza acerba con quella bellezza tipica delle donnine appena formate.
In quegli anni d'estate andavamo tutti ad una casa al mare ed io giocavo sempre con una bimba F. , che aveva capelli ribelli e un fisico esile da fuscello.
L'estate tra seconda e terza media ho avuto il primo trauma della mia vita scoprendo che la bimba F. aveva preso almeno 10cm in altezza, le erano venute fuori le tette e aveva un fisico paura, mentre io ero ancora "tondo rotondo con il morbillo tondo capellone".
Quando finalmente la natura mi ha dotato di quei 10cm necessari a passare da "guida senza cinture" a "guida con le cinture", ho scelto di approdare a Milano e la fortuna ha voluto che non capitassi in un periodo qualsiasi, ma proprio nei giorni della settimana della moda.
In quei giorni lì ho avuto il secondo trauma della mia esistenza, scoprendo che ragazzine di 14/15 anni (cioè la stessa età alla quale io ero pienamente tondo rotondo) possono svettare ad altezze miraboliche, avere visi da bambole di porcellana e girare sbracalone e senza trucco, pur sembrando bellissime.
Ho scoperto inoltre che mentre io -povera lillipuziana- per tenermi alle maniglie del tram (quelle sospese che penzolano dall'inarrivabile tubo di metallo) devo agganciarmi e dondolare ad ogni sussulto del mezzo, tipo insaccato alla seccatura, loro- le modelle- stanno lì, placide con anche il gomito un po' piegato e sembrano dire:
"guarda che tanto, anche se hai tagliato i capelli, hai buttato giù qualche chilo e aggiunto 10 miserabili cm alla tua altezza, resti sembre tondo rotondo tenero e giocondo".
venerdì 27 aprile 2012
Priscilla Queen of the Desert
Fiona ha viaggiato ieri sera sulle note ( e sulle ruote) di Priscilla Queen of the Desert e si è sentita infinitamente felice.
Tralasciando la meraviglia del musical, dei costumi, dei trucchi e delle scenografie;
Tralasciando la bravura degli attori, dei ballerini, dell'orchestra e delle divinas (tre cantanti bravissime, sempre sospese per aria a volte con effetto gallina da spiumare);
Tralasciando tutto ciò, Priscilla ha regalato una storia di tolleranza e intolleranza, di luoghi comuni da sfatare e di apertura mentale.
La storia è stra nota, un transessuale e due drag queen attraversano l'Australia per raggiungere Alice Springs nel cuore del deserto Australiano.
Si supportano e si sopportano nel lungo viaggio, ma due dei tre ignorano che il vero motivo del viaggio è l'incontro di Tick (uno dei tre, gay separato dalla moglie) con Benjiamin, il suo bambino di 6 anni che non ha mai conosciuto.
Nonostante un primo tentativo di nascondere l'attività paterna, Benjiamin assiste allo spettacolo e accetta il suo papà così com'è, travestito da donna che fa spettacolini e sgambettamenti colorati e divertenti.
Benjiamin non si ferma al trucco e ai vestiti scintillanti, ma guarda oltre e comprende la vera essenza del suo papà, che benchè assente e spaventato dalla sua inettitudine genitoriale, lo ama profondamente.
Priscilla ci ha voluto dire che i piccoli umani non hanno pregiudizi e costrizioni mentali, siamo noi grandi a renderli esseri intolleranti e malmostosi nei confronti di ciò che non conoscono.
Insegnare ai bambini che "il mondo è bello perchè è vario" sarebbe una valida base per la pace su questa terra.
Tralasciando la meraviglia del musical, dei costumi, dei trucchi e delle scenografie;
Tralasciando la bravura degli attori, dei ballerini, dell'orchestra e delle divinas (tre cantanti bravissime, sempre sospese per aria a volte con effetto gallina da spiumare);
Tralasciando tutto ciò, Priscilla ha regalato una storia di tolleranza e intolleranza, di luoghi comuni da sfatare e di apertura mentale.
La storia è stra nota, un transessuale e due drag queen attraversano l'Australia per raggiungere Alice Springs nel cuore del deserto Australiano.
Si supportano e si sopportano nel lungo viaggio, ma due dei tre ignorano che il vero motivo del viaggio è l'incontro di Tick (uno dei tre, gay separato dalla moglie) con Benjiamin, il suo bambino di 6 anni che non ha mai conosciuto.
Nonostante un primo tentativo di nascondere l'attività paterna, Benjiamin assiste allo spettacolo e accetta il suo papà così com'è, travestito da donna che fa spettacolini e sgambettamenti colorati e divertenti.
Benjiamin non si ferma al trucco e ai vestiti scintillanti, ma guarda oltre e comprende la vera essenza del suo papà, che benchè assente e spaventato dalla sua inettitudine genitoriale, lo ama profondamente.
Priscilla ci ha voluto dire che i piccoli umani non hanno pregiudizi e costrizioni mentali, siamo noi grandi a renderli esseri intolleranti e malmostosi nei confronti di ciò che non conoscono.
Insegnare ai bambini che "il mondo è bello perchè è vario" sarebbe una valida base per la pace su questa terra.
martedì 24 aprile 2012
Quando la giornata comincia "NO"
Oggi Fiona si è svegliata tardissimo, ha appurato che aveva una fame da leoni ed ha preferito la colazione allo shampoo, così ha dovuto optare per la pettinatura "coda del giorno dopo" , che regala l'effetto appiccicoso tipo nutria appena uscita dal naviglio.
In un rigurgito di senso di colpa da eccesso di Pan di Stelle, Fiona ha quindi deciso che sarebbe andata in palestra a espiare le calorie in eccesso.
Questo però ha comportato la predisposizione della sacca della palestra che sarebbe stata trasportata in ufficio insieme alla borsa e all'ombrello, visto che a Milano è oramai Novembre.
In un eccesso di salutismo Fiona ha altresì deciso che proprio questa mattina era il caso di preparare una succulenta schiscetta (tupperware per il resto d'italia) per il pranzo, ricolma di zucchine.
Così precipitatasi per strada ha visto sfrecciare davanti al suo naso il tram che l'avrebbe portata dritta nel grande istituto e al culmine della disperazione, sbracciandosi per fermare il tram, le è parso di scorgere un ghigno malvagio sulla faccia del tramviere.
Ha aspettato il tram successivo, mentre il vento e le intemperie spazzavano l'ombrello e la sacca della palestra e poi si è accorta di aver dimenticato il cellulare, con il quale ha un pessimo rapporto.
Quindi: corri su, prendi cellulare, scendi giu e l'ennesimo tram sfreccia davanti ai suoi increduli occhi.
Fiona ha quindi improvvisato una corsetta tra le pozzanghere ed è corsa verso la metro che le ha regalato 10 minuti di fiato di vecchia giusto giusto all'altezza del naso.
Giunta in ufficio ha constatato che la schiscetta aveva ben deciso di lasciar colare il sughetto delle salutistiche zucchine regalandole nell'ordine:
Fiona pensa che oggi sia decisamente una giornata NO.
In un rigurgito di senso di colpa da eccesso di Pan di Stelle, Fiona ha quindi deciso che sarebbe andata in palestra a espiare le calorie in eccesso.
Questo però ha comportato la predisposizione della sacca della palestra che sarebbe stata trasportata in ufficio insieme alla borsa e all'ombrello, visto che a Milano è oramai Novembre.
In un eccesso di salutismo Fiona ha altresì deciso che proprio questa mattina era il caso di preparare una succulenta schiscetta (tupperware per il resto d'italia) per il pranzo, ricolma di zucchine.
Così precipitatasi per strada ha visto sfrecciare davanti al suo naso il tram che l'avrebbe portata dritta nel grande istituto e al culmine della disperazione, sbracciandosi per fermare il tram, le è parso di scorgere un ghigno malvagio sulla faccia del tramviere.
Ha aspettato il tram successivo, mentre il vento e le intemperie spazzavano l'ombrello e la sacca della palestra e poi si è accorta di aver dimenticato il cellulare, con il quale ha un pessimo rapporto.
Quindi: corri su, prendi cellulare, scendi giu e l'ennesimo tram sfreccia davanti ai suoi increduli occhi.
Fiona ha quindi improvvisato una corsetta tra le pozzanghere ed è corsa verso la metro che le ha regalato 10 minuti di fiato di vecchia giusto giusto all'altezza del naso.
Giunta in ufficio ha constatato che la schiscetta aveva ben deciso di lasciar colare il sughetto delle salutistiche zucchine regalandole nell'ordine:
- un pessimo pranzo con zucchine asciutte;
- una asciugamano da palestra inzaccherata;
- una sacca all'afrore di zucchina e porro.
Fiona pensa che oggi sia decisamente una giornata NO.
Winx on Ice
“Siiiiii!!!!”
Fiona accoglie la maggior parte delle novità con lo spirito allegro e gioviale di una seienne iperattiva!
“Andiamo a pattinare sul ghiaccio” ha proposto l’amica di Grande Madre Russia e lei, incurante di tutto e soprattutto incurante della sua assoluta incapacità di andare sul ghiaccio, si è lanciata a capofitto manco avesse vinto i mondiali di pattinaggio e si chiamasse Karolina Kostner.
Così un’allegra combriccola di persone che dovrebbero studiare all’importante (ma meno di moda) Università C. (che già solo per il nome, viene in ordine alfabetico dopo la supermegadimoda Università B.), si sono dirette al palazzo del ghiaccio, situato in un punto inesplorato della città.
Arrivate lì Fiona ha dovuto scambiare le sue costosissime e tamarrissime scarpe con dei plasticozzi blu elettrico con una lama sotto, meglio noti come pattini.
Una volta scesi in pista Fiona ha annusato il ghiaccio e ha capito che sarebbe finita a terra molto presto, ma anche questo non l’ha scoraggiata ed ha incominciato a pattinare.
Nel mentre K, di Grande Madre Russia, andava come una lippa, faceva piroette, Flip, Axel e volteggiava leggera nei sui 15kg di peso totali (peso totale con i pattini ai piedi si intende).
Il saggio amico A. aveva gettato la spugna prima ancora di cominciare e sedeva in panchina.
L’amica C. invece andava lenta, lenta, lemme, lemme come il fachiro casimiro che viene da Gerusalemme ed ogni due per tre finiva con il Cul on ice, ma continuava, testarda, come solo i nati del 25 settembre (Fiona e C.) sanno essere.
E pattinava e cadeva, e cadeva e pattinava mentre uno stuolo di ragazzi le si faceva dietro.
Infatti l’amica C. è mooolto carina, ha i capelli biondi e gli occhioni blu sognanti, con quello sguardo ancora dolce di chi deve scoprire tutto, quello sguardo che accende il maschio italiano.
Fiona invece ha l’occhio da furetto di chi non si fa saltare la mosca al naso e agli uomini ha imparato a tenere testa guardandoli dritti negli occhi con l’aria di chi dice “eeemmbbee??!!”.
Questo il maschio italiano della fascia d’età 11-64 lo percepisce e come conseguenza gli si abbatte la libido.
Questo il maschio italiano della fascia d’età 11-64 lo percepisce e come conseguenza gli si abbatte la libido.
Così “Fiona rimorchiona on ice” ,mentre l’amica C. era abbordata da un baldanzoso giovane e l'amica K. era irragiungibile nelle sue figure da pattinaggio artistico, veniva tampinata da un 70enne rattusone che continuava a dirle in che posizione tenere il culo e le cosce per non cadere.
Alla fine Fiona, nonostante la lezione di pattinaggio gratuita del rattusone, è rovinata a terra solo una volta, ma si è divertita tantissimo.
lunedì 23 aprile 2012
Ho rimorchiato in aereo
Negli infiniti viaggi tra nord e sud, sud e nord, capita sovente di prendere l'areo, visto che oramai le ferrovie dello stato hanno deciso che i treni a lunga percorrenza non solo devono essere carissimi, ma, visto che in fin dei conti dell'ultima parte dello stivale non se ne frega più nessuno, possono anche essere eliminati.
A Fiona a volte mancano quei lunghi viaggi in treno in cui, volente o nolente, ti trovavi a dover parlare con il dirimpettaio, perchè far passare 12 ore di viaggio era impossibile e assomigliava molto ad un castigo divino.
L'aereo invece è un'altra cosa, le persone fanno i fighi pensierosi, gli stra-impegnati, oppure quelli che vogliono godersi il viaggio con un libro, o ancora quelli che mostrano assoluta sicurezza ma in realtà stanno sgranando il Rosario nella tasca della giacca.
Fiona quando va in aereo tende a sedersi sempre agli stessi posti. Per una sorta di scaramanzia e di ansia da volo siede in genere vicino al corridoio ed è mediamente sfigata perchè i suoi compagni di viaggio sono raramente giovani aitanti, ma più di sovente uomini di mezza età e del peso di 120kg che occuperebbero comodamente due posti a sedere.
Fiona non recrimina alcunchè agli uomini di mezz'età di 120kg, che peraltro stima per la capacità di incastrarsi in sedili nei quali il suo culo (BENCHE' MINUSCOLO) entra giusto giusto.
Una volta si era addormentata e nel viaggio, con il gomito del vicino che le puntellava il costato, aveva sognato di essere in croce torturata dal legionario romano.
Ma nell'ultimo viaggio Fiona ha rimorchiato...
..un ragazzo non appena partiti si è rivolto a lei facendo osservazioni sul libro che stava leggendo e chiedendole di leggerne alcuni passaggi.
Era rimasto poi deluso che il libro non trattasse esattamente gli argomenti che lui si aspettava, ma non ne aveva fatto una tragedia.
La guardava con quegli occhi curiosi e profondi che solo i ragazzi di quell'età hanno.
Le aveva successivamente confessato che le scarpe che indossava gliele aveva regalate la nonna e anche i suoi genitori avevano deciso di comprarle ugali alle sue.
Nonostante Fiona tendesse ad ignorarlo lui era sempre lì a farle continue domande ed osservazioni.
Niente da fare, aveva proprio fatto colpo e Saverio era evidentemente innamorato di lei.
Poi la mamma lo ha richiamato e Saverio è dovuto andare a bere il succo di frutta, perchè quando hai tre anni un succo di frutta può essere più importante di una gallinella da conquistare.
Fiona in fondo in fondo era felicissima della nuova amicizia e pensava che in realtà lei ha un enorme appeal sugli uomini tra gli zero e i 10 anni e tra i 65 e i 100 anni... è la fascia intermedia che in effetti le manca un po'...
A Fiona a volte mancano quei lunghi viaggi in treno in cui, volente o nolente, ti trovavi a dover parlare con il dirimpettaio, perchè far passare 12 ore di viaggio era impossibile e assomigliava molto ad un castigo divino.
L'aereo invece è un'altra cosa, le persone fanno i fighi pensierosi, gli stra-impegnati, oppure quelli che vogliono godersi il viaggio con un libro, o ancora quelli che mostrano assoluta sicurezza ma in realtà stanno sgranando il Rosario nella tasca della giacca.
Fiona quando va in aereo tende a sedersi sempre agli stessi posti. Per una sorta di scaramanzia e di ansia da volo siede in genere vicino al corridoio ed è mediamente sfigata perchè i suoi compagni di viaggio sono raramente giovani aitanti, ma più di sovente uomini di mezza età e del peso di 120kg che occuperebbero comodamente due posti a sedere.
Fiona non recrimina alcunchè agli uomini di mezz'età di 120kg, che peraltro stima per la capacità di incastrarsi in sedili nei quali il suo culo (BENCHE' MINUSCOLO) entra giusto giusto.
Una volta si era addormentata e nel viaggio, con il gomito del vicino che le puntellava il costato, aveva sognato di essere in croce torturata dal legionario romano.
Ma nell'ultimo viaggio Fiona ha rimorchiato...
..un ragazzo non appena partiti si è rivolto a lei facendo osservazioni sul libro che stava leggendo e chiedendole di leggerne alcuni passaggi.
Era rimasto poi deluso che il libro non trattasse esattamente gli argomenti che lui si aspettava, ma non ne aveva fatto una tragedia.
La guardava con quegli occhi curiosi e profondi che solo i ragazzi di quell'età hanno.
Le aveva successivamente confessato che le scarpe che indossava gliele aveva regalate la nonna e anche i suoi genitori avevano deciso di comprarle ugali alle sue.
Nonostante Fiona tendesse ad ignorarlo lui era sempre lì a farle continue domande ed osservazioni.
Niente da fare, aveva proprio fatto colpo e Saverio era evidentemente innamorato di lei.
Poi la mamma lo ha richiamato e Saverio è dovuto andare a bere il succo di frutta, perchè quando hai tre anni un succo di frutta può essere più importante di una gallinella da conquistare.
Fiona in fondo in fondo era felicissima della nuova amicizia e pensava che in realtà lei ha un enorme appeal sugli uomini tra gli zero e i 10 anni e tra i 65 e i 100 anni... è la fascia intermedia che in effetti le manca un po'...
venerdì 20 aprile 2012
Ode alla Nutella
O Nutella della Ferrero,
per te la mia ode e il mio amore sincero.
Non voglio dire banalità
ma la tua sola presenza felice mi fà.
Lo so che un solo cucchiaino
genera adipe sul mio culino (è licenza poetica)
ma devo dire la verità
non si resiste alla tua bontà.
Sul pane i biscotti o sul panettone
risolvi di botto ogni mia depressione
e a volte per essere giustificata
la depressione me la sono inventata.
Nutella mi devi perdonare
ma a volte io non ti posso acquistare
fintanto io so che sei lì, nello stipetto
pace non prendo neanche a letto.
Così ho trovato una soluzione
corro mezz'ora e poi un bel cucchiaione.
Di certo dimagrire non mi farà
ma vuoi mettere la felicità?
per te la mia ode e il mio amore sincero.
Non voglio dire banalità
ma la tua sola presenza felice mi fà.
Lo so che un solo cucchiaino
genera adipe sul mio culino (è licenza poetica)
ma devo dire la verità
non si resiste alla tua bontà.
Sul pane i biscotti o sul panettone
risolvi di botto ogni mia depressione
e a volte per essere giustificata
la depressione me la sono inventata.
Nutella mi devi perdonare
ma a volte io non ti posso acquistare
fintanto io so che sei lì, nello stipetto
pace non prendo neanche a letto.
Così ho trovato una soluzione
corro mezz'ora e poi un bel cucchiaione.
Di certo dimagrire non mi farà
ma vuoi mettere la felicità?
giovedì 19 aprile 2012
La cavalleria è in fin di vita
Milano, primi giorni di un torrido agosto.
Alle 17.30 la temperatura è pari a quella di Mercurio nella sua evoluzione intorno al sole. L'umidità è pari al 99% e fa sembrare Saigon una città dal clima secco.
Le zanzare sono fameliche e la gente trasuda così terribilmente che le camice di tutti i white collar sono chiazzate stile sindone dal sudore.
In questo meraviglioso contesto Fiona si appresta a dirigersi in un punto della città servita dal tram n° 25458.
Ma cosa scopre una volta arrivata alla fermata (pezzata ed inseguita dalle zanzare)?
Scopre che la fermata è soppressa e in un punto non meglio specificato, tipo: "in via del Pappapero all'angolo con via fico d'india", dovrebbe trovarsi l'autobus sostitutivo.
Due rapidi incisi:
Fiona si fiondò verso l'ultimo posto a sedere, visto che l'aspettavano 6.000 fermate e non aveva voglia di essere sbattacchiata ad ogni frenata contro le braccia nude e umide dei suoi vicini, MA...
..Ma un nonnino dall'aria perbene e senza puzza di naftalina nei vestiti stava avvicinandosi.
Si instaurò il classico momento di sospensione in cui Fiona educata,ma molto depressa disse:
"Prego, si sieda lei"
e lui:
"No,no, si figuri"
e lei:
"Ma si figuri lei! Io scendo tra poche fermate" -Maledetta coscienza bugiarda-
e lui:
"No, no davvero si sieda lei signorina"
e lei:
"No guardi, insisto"
e lui, spiazzandola totalmente:
"Signorina, insisto io, con una donna mai!"
Fell in love
L'anziano che ad occhio e croce è nato prima della seconda guerra mondiale crede ancora nella cavalleria, quella stessa cavalleria che gli uomini di oggi hanno perso.
Gli uomini di oggi sono quelli che non si alzano sui mezzi per cedere il posto (neanche a donne evidentemente in attesa), quelli che non cedono il passo e non aprono la porta, quelli che ti fanno portare da sola la valigia.
Quelli insomma che credono che per averci concesso (??) pari diritti, loro siano in credito e quindi in dovere di diventare degli emeriti tamarri.
Alle 17.30 la temperatura è pari a quella di Mercurio nella sua evoluzione intorno al sole. L'umidità è pari al 99% e fa sembrare Saigon una città dal clima secco.
Le zanzare sono fameliche e la gente trasuda così terribilmente che le camice di tutti i white collar sono chiazzate stile sindone dal sudore.
In questo meraviglioso contesto Fiona si appresta a dirigersi in un punto della città servita dal tram n° 25458.
Ma cosa scopre una volta arrivata alla fermata (pezzata ed inseguita dalle zanzare)?
Scopre che la fermata è soppressa e in un punto non meglio specificato, tipo: "in via del Pappapero all'angolo con via fico d'india", dovrebbe trovarsi l'autobus sostitutivo.
Due rapidi incisi:
- A milano dal 1/08 si scatenano in selvaggi ammodernamenti delle linee tramviarie, come se in città i mezzi pubblici non servissero più a nessuno. Ciò genera un disastro per quei poveri sfigati che restano in città e vorrebbero solo arrivare a casa dopo una triste e afosa giornata lavorativa;
- Non si sa come mai ma nella sostituzione di un lunghissimo tram come il 25458 l'ATM scelga autobus grandi come un Fiorino Fiat, regalando ai già sfigati abitanti estivi della città, momenti di assoluta (e poco fraterna) vicinanza.
Fiona si fiondò verso l'ultimo posto a sedere, visto che l'aspettavano 6.000 fermate e non aveva voglia di essere sbattacchiata ad ogni frenata contro le braccia nude e umide dei suoi vicini, MA...
..Ma un nonnino dall'aria perbene e senza puzza di naftalina nei vestiti stava avvicinandosi.
Si instaurò il classico momento di sospensione in cui Fiona educata,ma molto depressa disse:
"Prego, si sieda lei"
e lui:
"No,no, si figuri"
e lei:
"Ma si figuri lei! Io scendo tra poche fermate" -Maledetta coscienza bugiarda-
e lui:
"No, no davvero si sieda lei signorina"
e lei:
"No guardi, insisto"
e lui, spiazzandola totalmente:
"Signorina, insisto io, con una donna mai!"
Fell in love
L'anziano che ad occhio e croce è nato prima della seconda guerra mondiale crede ancora nella cavalleria, quella stessa cavalleria che gli uomini di oggi hanno perso.
Gli uomini di oggi sono quelli che non si alzano sui mezzi per cedere il posto (neanche a donne evidentemente in attesa), quelli che non cedono il passo e non aprono la porta, quelli che ti fanno portare da sola la valigia.
Quelli insomma che credono che per averci concesso (??) pari diritti, loro siano in credito e quindi in dovere di diventare degli emeriti tamarri.
mercoledì 18 aprile 2012
Il momento peggiore dei matrimoni
Il peggiore momento di un matrimonio non è quando vai a casa dell'amica sposa e la vedi in fibrillazione con indosso improbabili vestagliette di seta che non metterà mai più in tutta la sua vita.
Non è neanche quando devi stare in posa con altre povere malcapitate per le foto orrende in camera da letto/in camera da pranzo/al pianoforte/vicino le tende/guardando le coppe vinte in adolescenza ecc.ecc.
Non è la chiesa, il lancio del riso, il momento della commozione generale dell'Ave Maria, o la nonna che rischia l'infarto sul "si, lo voglio".
Nemmeno quando entri in sala al ristorante e tu, proprio tu, sei il posto dispari in un tavolo con numero di sedie sempre pari.
No, nulla di tutto ciò.
Il momento in assoluto peggiore, il più umiliante, il più degradante, è di certo il temibile
Quando si sposa la prima amica, le altre sono tutte lì nel gruppo al quale verrà lanciato il bouquet, a farsi delle grandi risate e a darsi gomitate scherzose(?), facendo pronostici su chi prenderà sto benedetto mazzetto.
Man mano che i matrimoni si susseguono (e mai nell'ordine di chi prende il mazzetto), il nutritro gruppo diminuisce..
.. le altre restano sedute al tavolo e con l'aria malvagia della matrigna di Biancaneve, ti guardano dall'alto del loro anulare pesante o della loro panza o della loro "ciccia post panza con neonato urlante" e tu sei immancabilmente li, chiamata dal tizio del piano bar: "su su Fiona vieni anche tu a prendere il mazzetto".
All'ultimo matrimonio, con una plastica movenza alla Buffon e con una sola mano, Fiona dichiara ( e una foto lo prova) di aver agganciato il tanto agognato mazzetto, che la sua migliore amica S. con amore fraterno e un po' di compatimento, le aveva praticamente lanciato in testa.
Da dietro però una invasatissima fidanzatina si è lanciata stile giocatore di baseball che cerca di recuperare un Home Run, scippando Fiona del mazzetto.
Fiona però nell'arco di tre secondi ha ritenuto opportuno mollare la presa per non sottoporsi alla pubblica gogna delle domande post aggancio dal tizio del piano bar, del tipo
"...e chi è il fortunato?"..
..No, non se la sentiva di sfoggiare una supercazzola davanti a trecento invitati.
Non è neanche quando devi stare in posa con altre povere malcapitate per le foto orrende in camera da letto/in camera da pranzo/al pianoforte/vicino le tende/guardando le coppe vinte in adolescenza ecc.ecc.
Non è la chiesa, il lancio del riso, il momento della commozione generale dell'Ave Maria, o la nonna che rischia l'infarto sul "si, lo voglio".
Nemmeno quando entri in sala al ristorante e tu, proprio tu, sei il posto dispari in un tavolo con numero di sedie sempre pari.
No, nulla di tutto ciò.
Il momento in assoluto peggiore, il più umiliante, il più degradante, è di certo il temibile
lancio del bouquet.
Quando si sposa la prima amica, le altre sono tutte lì nel gruppo al quale verrà lanciato il bouquet, a farsi delle grandi risate e a darsi gomitate scherzose(?), facendo pronostici su chi prenderà sto benedetto mazzetto.
Man mano che i matrimoni si susseguono (e mai nell'ordine di chi prende il mazzetto), il nutritro gruppo diminuisce..
.. le altre restano sedute al tavolo e con l'aria malvagia della matrigna di Biancaneve, ti guardano dall'alto del loro anulare pesante o della loro panza o della loro "ciccia post panza con neonato urlante" e tu sei immancabilmente li, chiamata dal tizio del piano bar: "su su Fiona vieni anche tu a prendere il mazzetto".
All'ultimo matrimonio, con una plastica movenza alla Buffon e con una sola mano, Fiona dichiara ( e una foto lo prova) di aver agganciato il tanto agognato mazzetto, che la sua migliore amica S. con amore fraterno e un po' di compatimento, le aveva praticamente lanciato in testa.
Da dietro però una invasatissima fidanzatina si è lanciata stile giocatore di baseball che cerca di recuperare un Home Run, scippando Fiona del mazzetto.
Fiona però nell'arco di tre secondi ha ritenuto opportuno mollare la presa per non sottoporsi alla pubblica gogna delle domande post aggancio dal tizio del piano bar, del tipo
"...e chi è il fortunato?"..
..No, non se la sentiva di sfoggiare una supercazzola davanti a trecento invitati.
martedì 17 aprile 2012
Quando te lo dice anche il dottore...
Dal giorno in cui compi i 30 le domande vertono su due soli e scontatissimi argomenti:
1) e quando ti vediamo in bianco?
2) e quando inizi a fare dei bimbi?
ecco, glissare queste due domande diventa praticamente una tipologia di sport.
Le scuse sono le più disparate e quando finiscono c'è sempre la risposta stile "supercazzola":
- "ah si, mmhh spataparru snsoiiu saso"
- "eeehhh?"
- "Prrrrr"
Oggi però Fiona si è trovata ad andare dal suo medico perchè negli ultimi tre giorni un simpatico e virulento virus gastrointestinale l'ha costretta a diventare la regina del più umile degli scranni.
Il Dott. L che è un simpatico ometto di mezz'età, dopo la prescrizione dei fermenti, della dieta e di altre sciocchezzuole le ha detto:
"Beh, allora, quando pensa di fare un paperotto?"
"scusi?"
"Eh si, insomma ne ha trenta, cosa vuole aspettare ancora?"
Caro Dott. L,
che sopporta le mie paturnie e i momenti di incoercibile ipocondria, lei mi sta simpatico e la stimo molto perchè è un medico di famiglia che quando ti fa male la gola te la guarda davvero, che ascolta quello che hai da dire, che non ha fastidiose e incazzose segretarie che ti fanno attendere ore.
Ecco, Dott. L, per rispondere alla sua:
quello che aspetto in effetti è un tizio che comprenda nel suo intimo che io, proprio io e il mio meraviglioso patrimonio genetico possiamo essere quelle "giuste" per la procreazione.
E magari che non si droghi, lavori e non picchi i bambini (almeno il minimo indispensabile pretendiamolo Doc!).
E caro dottore, siccome vengo dal sud Italia ed ho una madre anziana, prima del passaggio alla gravidanza dovrei fare un passaggio in comune, se non addirittura in chiesa, altrimenti rischierei un suo infarto e di certo dovrei tatuarmi la A di adultera (o meglio la B di buttana industriale) in fronte.
E ancora una cosa, ovviamente dottore, anche se trovassi tutto ciò, non è detto che in fin dei conti mi piacerebbe, perchè si sa che le donna è mobile ed io ho il peso specifico dell'uranio abbinato alla stabilità della nitroglicerina.
"Comunque, grazie per la ricetta e arrivederci!"
1) e quando ti vediamo in bianco?
2) e quando inizi a fare dei bimbi?
ecco, glissare queste due domande diventa praticamente una tipologia di sport.
Le scuse sono le più disparate e quando finiscono c'è sempre la risposta stile "supercazzola":
- "ah si, mmhh spataparru snsoiiu saso"
- "eeehhh?"
- "Prrrrr"
Oggi però Fiona si è trovata ad andare dal suo medico perchè negli ultimi tre giorni un simpatico e virulento virus gastrointestinale l'ha costretta a diventare la regina del più umile degli scranni.
Il Dott. L che è un simpatico ometto di mezz'età, dopo la prescrizione dei fermenti, della dieta e di altre sciocchezzuole le ha detto:
"Beh, allora, quando pensa di fare un paperotto?"
"scusi?"
"Eh si, insomma ne ha trenta, cosa vuole aspettare ancora?"
Caro Dott. L,
che sopporta le mie paturnie e i momenti di incoercibile ipocondria, lei mi sta simpatico e la stimo molto perchè è un medico di famiglia che quando ti fa male la gola te la guarda davvero, che ascolta quello che hai da dire, che non ha fastidiose e incazzose segretarie che ti fanno attendere ore.
Ecco, Dott. L, per rispondere alla sua:
quello che aspetto in effetti è un tizio che comprenda nel suo intimo che io, proprio io e il mio meraviglioso patrimonio genetico possiamo essere quelle "giuste" per la procreazione.
E magari che non si droghi, lavori e non picchi i bambini (almeno il minimo indispensabile pretendiamolo Doc!).
E caro dottore, siccome vengo dal sud Italia ed ho una madre anziana, prima del passaggio alla gravidanza dovrei fare un passaggio in comune, se non addirittura in chiesa, altrimenti rischierei un suo infarto e di certo dovrei tatuarmi la A di adultera (o meglio la B di buttana industriale) in fronte.
E ancora una cosa, ovviamente dottore, anche se trovassi tutto ciò, non è detto che in fin dei conti mi piacerebbe, perchè si sa che le donna è mobile ed io ho il peso specifico dell'uranio abbinato alla stabilità della nitroglicerina.
"Comunque, grazie per la ricetta e arrivederci!"
Iscriviti a:
Post (Atom)