E' una cosa seria, sono anni che stiamo insieme.
Fiona lo sa, se l'è detto l'altro pomeriggio mentre percorreva un'anonima stradina laterale del centro.
Le è parso chiarissimo quando si è trovata davanti al naso un roseto inaspettato, proprio lì, tra discutibilissimi palazzi anni settanta che, a suo avviso, deturpano larga parte della città.
Sono ormai 12 anni che si frequentano, sembra ieri il primo giorno,ma 12 anni sono davvero tanti.
Anni di amore e odio,adattamento e difficoltà.
Ha pensato di lasciare e sostituire la metà della mela con un'altra metà, ma alla fine non l'ha mai fatto.
Sono stati anni di estati torride, inverni gelidi e autunni malinconici.
Ma quando arriva la primavera Fiona se lo ricorda.
È l'aria tiepida e il sole piacevole che scalda.
Sono le sere alle colonne di San Lorenzo con i loro abitanti colorati.
Sono le passeggiate all'altezzoso corso Sempione.
Sono i navigli, placidi e melmosi che sono sovra sfruttati e deturpati da certi locali.
Sono gli alberi di Via Bocconi che ogni primavera, con le loro verdi e prepotenti fronde,le ricordavano che un'altra estate era alle porte.
Sono quei piccoli luoghi che ama profondamente come piazza sant'Alessandro.
Sono il tram con le panche di legno e la nebbia fine dei giorni uggiosi.
La relazione più duratura che Fiona ha mai avuto è di certo con questa città.
Bella, cattiva, amata, snob, odiata,frenetica al limite dell'isterico.
Crudele e allo stesso tempo generosa e piena di opportunità.
Milano non è New York maaa...
«Tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan, l'è on gran Milan.»
Perchè Capitano tutte a me!? Si chiese Fiona... perchè sei bionda fuori e anche un po' dentro, si rispose.
mercoledì 30 maggio 2012
martedì 29 maggio 2012
Ogni Principessa ha una Principesca Laurea
La coronazione di ogni percorso di studi è il giorno della Laurea.
Quel giorno lì sei pervaso da un'ansia da prestazione cosmica, hai paura che si smaglieranno le calze e ti sporcherai la giacca e ti scenderà una candela dal naso proprio nel momento in cui sarai proclamata.
Tutto contemporaneamente e sotto gli occhi di tutti.
La supermegadimoda Università B., dopo aver costruito con i soldi di Fiona un nuovissimo istituto dallo stile neoclassico e dal dubbio gusto, ha fregiato i suoi studenti della prestigiosa possibilità di sedere in cattedra il giorno della discussione.
Nel senso che, il laureando siede in cattedra in un aula ad anfiteatro con davanti la commissione di laurea, seduta al primo banco, e dietro tutta la platea di amici e parenti che vengono a guardare.
Ecco, diciamo che l'ansia da prestazione, con tutte quelle facce che ti guardano, si moltiplica almeno per tre.
Quel giorno Fiona aveva preparato l'abito le scarpe e la biancheria sul letto.
Super N. ha guardato il feticcio portafortuna della figlia, delle ormai slabrate e stinte mutande color corallo e ha esclamato: "non vorrai mettere proprio quelle!" e Fiona ha risposto "Certo che sì Super N., mi hanno accompagnato per 30 esami, vuoi che mi abbandonino proprio il giorno della laurea?!"
Così oggi al mondo Fiona dichiara che, sotto un meraviglioso tailleur e sopra delle bellissime scarpe, stavano nascosti dei mutandoni della nonna che neanche Bridjet Jones avrebbe saputo fare di meglio.
Ma la Fiona-fortuna non finisce qui. Infatti, prima della proclamazione, è uso che tutti i parenti/amici abbandonino l'aula e rientrino dopo la delibera del voto, per la proclamazione.
Così nell'enfasi del momento della proclamazione Fiona rientrò in aula e a seguito tutta la famiglia.
Proprio nel mentre il presidente stava per proclamarla, sorella I. ha ben pensato di fare qualche gradino per ottenere delle foto migliori...
tra un gradino e l'altro sorella I. si è spalmata a terra con un tonfo secco che neanche un blocco di tufo lanciato dal primo piano avrebbe fatto più rumore.
Fiona non l'ha vista ma se la immaginava a pelle di leopardo per terra, con indosso la affatto vistosa pelliccia da moglie dello yeti che indossava.
L'intera commissione è scoppiata in una fragorosa risata ed il presidente l'ha proclamata, testualmente:
"Dottoressa in Economia delle Istituzioni e bla, bla, bla, si insomma lo sappiamo"
Anni di studio e Fiona è una dottoressa bla,bla,bla... che amarezza.
lunedì 28 maggio 2012
L'Ossitocina e la Trombafollia
"Non posso più farne a meno, devo sentirlo assolutamente, non posso aspettare che mi chiami lui!"
Ha esclamato l'amica che fino a tre giorni prima si riferiva allo stesso uomo chiamandolo "quello lì con cui esco".
"Ma perchè?" risponde Fiona, "perchè dici così se fino alla scorsa settimana lo avresti serenamente chiuso in uno sgabuzino per tutto il wend pur di non uscire con lui".
"Non lo so, ma dopo lo scorso wend, passato a casa sua, ho capito che lui è proprio quello giusto, ho voglia di sentirlo sempre, di vederlo sempre e se non si fa sentire mi prende malissimo e il mondo mi è nemico"
Fiona aveva letto da qualche parte che le donne tendono ad attaccarsi morbosamente agli uomini dopo averli conosciuti in senso Biblico.
La ragione è probabilmente da ricercare nella produzione di un qualche ormone che ci hanno lasciato in erendità le scimmie nostre antenate.
Fiona ha una teoria tutta sua che regala alle amiche in cerca di consolazione post "seduzione ed abbandono", e sarebbe: "non è che sei innamorata di quello li, è solo che la piccola bestiola che alberga in te ha prodotto un qualche ormone che ti fa sentire legata a lui, ma non appena l'estasi ormonale terminerà non lo vorrai vedere neanche dietro alla processione".
Nel tentativo di asseverare la teoria, con letture più o meno vacue su siti e giornali di dubbia serietà, ha infine trovato un articolo su Focus ed ha capito che la sua teoria non sarebbe del tutto sbagliata.
Le donne producono un ormone chiamato Ossitocina, che poi sarebbe l'ormone che porta noi, povere donzelle a fidarci del prossimo e a provare empatia nei confronti dell'universo intero. Ovviamente, ecchevelodicoafare, gli uomini ne producono molto meno! A volte nulla a mio avviso.
La produzione di questo ormone è maggiore durante il parto e più in generale durante le bibliche unioni.
Mentre gli uomini producono testosterone che li fa sentire superganzi e megasuperfantastici.
Nel momento in cui l'uomo conquista è pieno di testosterone e pavoneggia come un pollo, mentre la donna è ricca di ossitocina e si strappa la pelle per uno che, due settimane prima, chiamava "quel coso che rompe le palle".
Detto ciò potrebbe, per non si sa quale congiuntura astrale, avvenire che i due si innamorino. A questo punto pare che il livello di ossitocina di lui aumenti e quello di testosterone di lei pure, così si instaura una trombofollia acuta che dura circa 9 mesi e poi, i livelli di ormoni si riportano al livello iniziale.
In seguito alla ristabilizzazione ormonale, agli occhi delle povere donne lui sembrerà un maniaco, mentre agli occhi degli uomini le donne sembreranno delle friget neanche fossero delle suore di clausura.
Dopodichè la donna comincerà a vedere quelle cose di cui non si era mai resa conto... tipo quegli strani rumori che fa lui mentre mangia, o gli afrori di foresta pluviale che lascia in bagno, o ancora il tappeto di peli nel letto che neanche un gatto persiano avrebbe fatto di meglio.
Insomma, quelle cose che l'amore nasconde sapientemente al fine del prosieguo della specie.
domenica 27 maggio 2012
Fattore di protezione 50
Nella ridente Milano manca principalmente una cosa, tutti i terroni risponderanno in coro: "Il Mare!"
Esattamente.
Così ci sono vari e tristissimi tentativi di soppiantare questa assenza con piscine, acquapark, terme -senza acqua termale- e simili.
L'amica S. ha mandato un'email dicendo: Che ne dici di andare ad Acquaworld? E in men che non si dica, la bambina quattrenne che era in lei ha detto: Siiiii!
Così, finito il master del sabato mattina, un lungo viaggio in metro l'ha portata dall'amica S. e in qualche km di auto sono giunte in questo luogo vicinissimo alla verde monza-brianza.
A parte la tristezza del capannone che, benchè curatissimo resta pur sempre un capannone, l'interno è davvero carino e pieno di bambini urlanti che, in loop, scivolano e fanno le scale per tornare su negli scivoli.
Inoltre, per rendere il tutto più simile ad un villaggio vacanze, c'è una musica orecchiabile stile tunz-tunz che lo Studio Zeta (ormai chiusa discoteca vicino BG) non avrebbe saputo fare di meglio.
Essendo l'ennesima giornata della tipologia: "il mondo mi è nemico", Fiona ha detto: "non penserai di stare qui?" e la sua amica le ha subito detto " ma nooo c'è un'area relax vietata ai minori di 18 anni" e Fiona ha detto "Presto! Di corsa all'area relax". (ndr è vietata al solo fine di evitare gli schiamazzi, non perchè sia una zona hot)
Scavalcando frotte di bambini entusiasti ed adolescenti pustolosamente brufolosi sono giunte all'area relax, nella quale hanno stazionato a mollo come due vecchie carampane tra le bolle dell'idromassaggio per circa 1ora e 1/2.
Poi la fame le ha spinte verso il bar e l'attigua discoteca/acquafan.
E si sono dette: Maaaasssì andiamo a vedere gli scivoli! E poi: Maaasssiii facciamo un giretto!
I giretti sono divenuti circa 10.
Entrate oramai nel gorgo dell'acquascivolo, i bambini, la scala a chiocciola lunghissima di cemento per arrivare agli scivoli e l'abbandono delle ciabatte con triplicato rischio fungino, sono diventati problemi minori.
Due ragazze, che insieme fanno l'età della pensione, scivolavano leggere in dei tubi di plastica a bordo di canotti pluriusati.
Quattro ore sono volate e nonostante sia maggio e nonostante fosse nell'acqua fino al collo, Fiona è riuscita a scottarsi, ma si è sentita, per quattro ore, nuovamente 14enne!
venerdì 25 maggio 2012
Figli di un Touch Minore
"Nooooooooooooooooo!!!"
Ha esclamato in un momento di rabbia cosmica, perchè il malefico touch dell'amatissimo ipad le aveva cancellato un intero post scritto, con significativo sforzo, alle 10 di sera.
"Strxxx!" ha aggiunto, e la voglia di scaraventarlo per terra si era impossessata di lei, se non fosse che, l'amore per quell'oggetto, supera la sua frustrazione e inettitudine con il Touchscreen.
Fiona lo ammette, lei è figlia dei tasti, il touchscreen l'affascina e la schiavizza, ma la rende anche un po' oldies.
A 18 anni, prima di partire per la city, Fiona aveva ricevuto in dono dal suo papà un meraviglioso nokia 5110: pura avantgarde per il periodo!
Era un cellulare lungo come una banana chiquita che stava comodamente in una pochette.
Era un cellulare lungo come una banana chiquita che stava comodamente in una pochette.
Lei aveva la capacità di scrivere messaggini da 160 caratteri a ripetizione, senza soluzione di continuità e sfidando ogni patologia del tunnel carpale! Anche perchè a quei tempi non c'erano i messaggini concatenati di oggi, quindi a 160caratteri avevi chiuso o dovevi scriverne un altro.
Infatti, i tirchissimi del messaggino, abbandonavano completamente l'uso delle vocali.
Inoltre il "ch" veniva sostituito dalla k in maniera barbara e la parola "perchè" non esisteva più, diventava semplicemente X'...
Inoltre il "ch" veniva sostituito dalla k in maniera barbara e la parola "perchè" non esisteva più, diventava semplicemente X'...
Un'amica addirittura eliminava gli spazi e quasi tutte le vocali, quindi un suo messaggino poteva essere:
"CiàCmSt?ITtOk.CVedDp?MgrInPzVcnalMnmnt?FcmXle7AdpCià"
che tradotto significa
"Ciao, come stai? Io tutto ok. Ci vediamo dopo? Magari in Piazza Vicino al monumento? Facciamo per le 7. A dopo, Ciao"
Chiaro come l'ostrogoto antico.. Erano proprio bei tempi.
giovedì 24 maggio 2012
Lo scandalo dell' Integrale
E' vergognoso che dei laureati non sappiano cos'è un integrale!
Ha tuonato via email , il visibilmente scosso, compagno (di master) statistico... Fiona non si è sentita chiamata in causa da quella considerazione, per la semplice ragione che la sua vita fino ai 30 anni, senza integrali, è stata una vita comunque serena.
Fiona non è mai stata addicted alle materie quantitative, ma come ogni contraddizione che contraddistingue la sua vita, ha frequentato un corso di laurea quantitativo ed aveva una sfrenata e ingiustificabile passione per la macroeconomia.
Il modello neoclassico keynesiano e le curve IS-LM le parevano meravigliosamente coerenti.
Inoltre le mille e una ipotesi semplificatrici degli economisti rendevano il mondo teorico un luogo felice caratterizzato da crescita costante, mercati senza asimmetrie informative e vincenti incontri tra domanda e offerta.
Quando però fiona ha cominciato a vivere nel mondo reale del lavoro ha scoperto che il mantello sicuro della macroeconomia era tutto pieno di buchi e a volte la toppa era peggio dello sbrego (strappo).
Così si è accontentata di versione "approssimativamente approssimate" della realtà e non si è più premurata degli integrali e di altre facezie matematiche perchè quando il dare è uguale all'avere, il contabile medio si sente sereno e il resto è noia.
Poi un'email l'ha riporata alla realtà e l'ha posta difronte alla sua ignoranza integralizia.
Così un giorno è arrivata al master, trafelata come sempre, con il trucco colato, la camicia stropicciata, sbracalona e trascinando le ballerine.
In questo stato di grazia ha chiesto al compagno Ingegnere Secchione:
"tu che ingegni e soprattutto sei secchione, potresti illuminarmi sui misteri degli integrali ?!"
E lui, esattamente come si insegna ai bambini, le ha fatto uno spiegone così semplice da non crederci!
Fiona ha colmato, alla veneranda età dei 30, un'enorme lacuna formativa. Rendendo così il mare della sua ignoranza, nel quale naviga a vele spiegate per molti lidi, un po' più piccolo.
In cambio ha promesso di fugare ogni eventuale dubbio dell'Ingegnere Secchione su fantasione costruzioni economiche tipo i derivati pappapero.
Fiona pensa che se avesse avuto un prof di matematica chiaro come l'Ingegnere Secchione, oggi sarebbe il primo presidente del consiglio donna. Anche se il sogno segreto resta quello di diventare presidente degli Stati Uniti.
Peccato essere nati in Calabrifornia e non in California.
mercoledì 23 maggio 2012
Notizie delle quali avremmo fatto a meno
Nel marasma dell'economia internazionale, nel mentre la benzina raggiunge i picchi di rincaro degli anni ottanta, mentre fanno capolino degli altri fuori di testa che vogliono risolvere la situazione politica con un terrorismo depoliticizzato, mentre lo spread si impenna...
... insomma mentre tutta sta roba qui, guardando sui giornali, siti e telegiornali, scopri cose delle quali avresti potuto tranquillamente fare a meno:
- Belen e il fidanzato di Emma Marrone, un 20enne ballerino di dubbia sessualità, al mondo sconosciuto, hanno un'affaire... vabbè... lo scrive novella 2000. Nooooo lo dice il TG5 nell'edizione della sera, tra uno spread e la liberazione dei Marò (ndr nel mio paese Marò è un'esclamazione al limite della bestemmia).
- Alessandro Preziosi è stato operato di ernia inguinale... commento? dico qualcosa? è necessario? No direi che un bel ECCHISSENEFREGA è sufficiente. La gente fa operazioni molto più importanti senza metterlo sui giornali.
- And List but not Least, grazie al tweet dell'amica E , Fiona ha scoperto che Moccia è diventato sindaco... si sindaco! E si, Moccia.. proprio quello di tre metri sopra il cielo etc.etc.. Praticamente con un plebiscito (89%) gli abitanti di Rosello in provincia di Chieti hanno eletto Moccia a loro primo cittadino. E lui ha dichiarato orgoglioso: "I lucchetti a Ponte Milvio? li porterò anche a Rosello". Eccheculo.
Inoltre vorrei citare il serissimo tema del terremoto, con il dovuto rispetto e al solo fine di riportarvi la triste e fuoriluogo affermazione di un tizio (non merita altro appellativo) della Lega che ha fatto il battutone:
Ma la notizia della quale avremmo fatto volentieri a meno, sul serio questa volta, è quella della bomba posta davanti alla scuola di Brindisi.
Non l'avremmo voluta per la vita della ragazza mancata, per le vite ancora in bilico delle altre ferite, per il dolore di quelle famiglie.
Non l'avremmo voluta soprattutto perchè, di qualunque stampo sia la matrice, qualunque cosa volessero dimostrare, qualunque fosse il fine, si tratta di una barbarie che ai giorni d'oggi, un paese civile non si può davvero permettere.
Oggi ricorre il 20 esimo anniversario della strage di Capaci e direi che di bombe ne abbiamo avute abbastanza.
Chiacchierare con Tutto e Tutti
Fiona ogni tanto guarda le sue sorelle e si accorge che crescendo, nonostante la distanza, somiglia a loro sempre più, nel fisico e nei comportamenti.
Genoveffa e Anastasia (meglio note come Sorella S e Sorella I) parlano con chiunque, con la cassiera al supermercato, con le persone in coda alla posta, con i passeggeri dello scompartimento del treno, insomma con chiunque.
Sorella S. è riuscita a fare conversazione persino nell'ascensore superveloce che porta sulla cupola della mole antonelliana di Torino, tanto per intenderci.
Io prima mi imbarazzavo un po', perchè non ero così loquace come oggi e soprattuto mi sembrava che rivolgere la parola a sconosciuti fosse oltremodo molesto.
Con gli anni però qualcosa è cambiato, ora Fiona parla con chiunque e con qualunque cosa.
Inveisce regolarmente contro il cellulare e contro i tram che passano senza fermarsi davanti ai suoi occhi, rivolge rassicuarzioni al pc che non carica i fogli di excel, da della strxxx alla fotocopiatrice che riesce a tagliare esattamente l'unico pezzo della fotocopia che ti serviva.
Inoltre, oltre che con le cose inanimate Fiona parla con tutte le persone che conosce, con i colleghi in ascensore, con gli amichetti del master, con i professori, con i vecchietti alla posta, con la trainer in palestra, addirittura con i vecchi rattusi sul ghiaccio.
Potrebbe quasi fare la testimone di geova.
Fiona crede però, che al giorno d'oggi, questo colloquiare molesto sia una benedizione, perchè le persone sono sempre più restie al contatto umano e forse bel faccione tondo che ti sorride e ti dice buongiorno in una giornata grigia può fare la differenza.
martedì 22 maggio 2012
Fioriere e Luoghi Comuni
Fiona era appena tornata da una pausa pranzo a base di frutta e yogurt, affatto soddisfatta al palato e con una discreta necessità fisica di fare la piccola.
Appena rientrata il capo le dice "ma Fiona vieni qui con noi, facciamo una piccola riunione sul pappapero/hedge/cuccuruccucu paloma"
E Fiona ha subito pensato "ECCHECULO!" e senza poter passare da walter a fare la piccola si è appropinquata al tavolo rotondo.
I due interlocutori erano forse ignari di quanto li attendeva e dopo circa 35 minuti di incessante disquisire del capo, Fiona cominciava a leggere sulle loro facce i primi cenni di cedimento psico-fisico.
Intanto, la povera F. continuava a cambiare posizione sulla sedia per l'impellente necessità fisica.
Dopo altri 10 minuti anche Fiona aveva l'occhio vitreo tipico dei merluzzi in pescheria e malediceva il cielo e gli arredatori perchè avevano scelto un tavolo rotondo che essendo per sua natura senz'angoli, non offriva punti ai quali poter sbattere la testa violentemente per porre fine alla riunione e, con molta probabilità, alla propria esistenza.
L'interlocutore maschile ovviamente non degnava Fiona di uno sguardo, non perchè le risultasse orribile agli occhi, ma perchè Fiona, dato il fiume ininterrotto di locuzioni verbali/aggettivali/congiuntive del suo capo, non riusciva ad intervenire praticamente in nulla e quindi assumeva in automatico la classica etichetta di "Fioriera".
Quando era nella Negriera Number 3, una volta Fiona ha sentito appellare in questo modo una povera ragazza, dipendente della società cliente, che era con loro in riunione e che non aveva proferito parola per tutta la riunione.
Fiona non sa ancora oggi se la Fioriera di cui sopra (o vaso di geranei a seconda del periodo) era realmente una buona a nulla che doveva solo sorridere e prendere appunti o meno, ma da quella esperienza ha capito una cosa:
-Un uomo che sta zitto in una riunione è un arguto osservatore che studia i suoi interlocutori.
-Una donna che sta zitta in una riunione è una Fioriera.
Ad un certo punto della riunione intorno al tavolo tondo, Fiona ha approfittato di un momento di silenzio, probabilmente dovuto alla necessità di rifiatare - in fondo anche le balene devono salire in superficie per farlo- per dire la sua su tutto il progetto "pappappero cuccuruccucu paloma".
Inanellando peraltro una serie di considerazioni assolutamente corrette che facevano annuire il capo compiaciuto e l'interlocutore di sesso maschile; il quale aveva evidentemente cambiato la sua considerazione da "Fioriera" a "Essere senziente e dotato di un buon numero di sostantivi nel vocabolario".
E' difficile ammetterlo ma il mondo del lavoro non cambierà facilmente, a meno che le Fioriere di tutto il mondo si uniscano!
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Ve lo presento QUESTO E' IL MIO BLOG: Ma perchè lo fai?
Questo è il mio blog, con un minimo di ritardo ve lo presento.
Quasi ogni mattina invio un'email con il link ai post che partorisco la sera precedente e pubblico al mattino.
Questi post sono racconti, resoconti, ricordi, aneddoti.
Una cara amica mi ha chiesto: Perchè lo fai? non capisco per quale ragione bisogna esporsi tanto con telefonini, social network eccetera, e in più tu scrivi delle tue cose.
Non so perchè scrivo, un giorno però mi è presa così, un po' per noia, un po' per fuggire da alcune tensioni, ho iniziato ad affidare alla bottiglia del blog i miei messaggi, abbandonandoli alla deriva del mare di internet.
Scrivere delle magre situazioni di una giovane adulta che cerca il suo posto nel mondo può essere di conforto a qualcuno? chi lo sa.. di certo è di conforto a me perchè scrivendo le paure diventano più piccole, i sogni diventano più realizzabili e posso infiocchettare la realtà per renderla esattamente come vorrei che fosse.
Quello che dico non è altro che il mondo circostante raccontato per come lo vedo
A volte scoprire che qualcuno simile a noi ha esattamente le nostre stesse paure ed emozioni serve a renderci meno soli, serve a farci sentire più un continente che isolotti alla deriva, serve anche un po' a rafforzare il vecchio adagio del "mal comune mezzo gaudio".
I post non hanno la mira di insegnar nulla, ma tentano di strappare un sorriso, perchè negli anni ho capito che mi piace vedere le persone intorno a me ridere quando io parlo, racconto e saltello.
Certo nel blog si perde la fisicità e la gestualità del racconto, ma tento di sopperirvi con dettagliate descrizoni degli stati d'animo.
Scrivo anche perchè pare che una risata allunghi la vita e soprattutto non costa nulla!
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